"Non siamo pacifisti. Siamo avversari della guerra imperialista per la spartizione del bottino fra i capitalisti, ma abbiamo sempre affermato che sarebbe assurdo che il proletariato rivoluzionario ripudiasse le guerre rivoluzionarie che possono essere necessarie nell'interesse del socialismo."
(Vladimir Ilič Ul'janov, Lenin, 1917)

30 dicembre 2010

Caso Battisti: facciamo un po' d'ordine (di Erman)

Dopo anni di controversie giudiziarie, sembra finalmente conclusasi  la vicenda Cesare Battisti.
L'ex appartenente ai PAC non verra' estradato, e non poteva che essere questa l'unica decisione conseguente e compiuta, in barba agli strali ed agli starnazzi di chi intende la giustizia alla maniera dei reality show, con tanto di televoto.
Battisti dunque restera' in Brasile, Paese che ha mostrato una schiena diritta di fronte alle intimidazioni mafiose di un governo italiano corrotto e moralmente commissariato. Questa decisione  non permette l'uso strumentale che della vicenda si voleva fare, trasformandola in una questione prettamente politica, vista la collocazione ideologica dell'ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo. Una vicenda che avrebbe sdoganato ulteriormente questo centrodestra  e la sua ala fascista, e che avrebbe mediaticamente appuntato l'ennesima medaglia al petto di un Berlusconi fragile eppur saldo al timone, spalleggiato dai suoi cortigiani del PD.
Purtroppo per loro, lo stato di diritto percorre (o almeno dovrebbe) strade diverse della infima propaganda di regime.
Cesare Battisti venne condannato nel 1979 grazie a leggi specialissime, che avrebbero fatto rabbrividire persino i militari argentini di quel periodo. Per capirne la vicenda è necessario tornare indietro di oltre trent'anni, comprendere il contesto in cui si svolsero i fatti di allora, la lotta armata, le profonde contraddizioni apertesi ma soprattutto la legislazione d'emergenza e le leggi speciali antiterrorismo sopracitate.
I fanfaroni sostengono che il "terrorismo" venne sconfitto dalla democrazia, dalla societa' civile e dal diritto, ma sono balle colossali!
Una retorica davvero umiliante per ogni testa pensante: la verita' è che in quegli anni, facendo perno sulla lotta a cio' che veniva chiamato "terrorismo", si è stuprata la costituzione, violato lo stato di diritto ed istituito uno stato di polizia infame.
Il primo decreto speciale in tal senso è del 1974 ed aumentò il periodo di carcerazione preventiva estenendolo a otto anni, in barba ad ogni presunzione d'innocenza (violazione dell'art.27 della Costituzione). Nel 1975 venne introdotto un decreto che prevedeva la possibilita' di perquisizione senza mandato del magistrato indagante (violazione art.13) ed a tutt'oggi le forze dell'ordine possono a loro discrezione decidere di fermare e perquisire chiunque senza autorizzazione.

Il decreto interministeriale del 1977 istitui' le carceri speciali: un peggioramento drastico delle condizioni e dei regolamenti carcerari, come ad esempio la possibilita' della direzione di decidere improvvisi trasferimenti, bloccare visite familiari, o perquisizioni corporali quotidiane. Una evidente negazione di ogni elementare diritto dei detenuti, ed ovviamente gli inquisiti scontavano in tale regime la carcerazione preventiva.
Sempre in quell'anno, la Legge 534 limitò le possibilità da parte della difesa di dichiarare nullo un processo per violazione delle garanzie dell'imputato, ed il successivo decreto Moro autorizzò il fermo di polizia a 24 ore, rese le intercettazioni legali anche senza il permesso del magistrato ed utilizzabili in processi diversi da quelli per cui si era deciso l'uso. Inoltre erano utilizzabili anche in assenza di indizi di reato, violando dunque l'articolo 15. Un decreto segreto del 1978, contravvenendo l'Articolo 77 della Costituzione e tenendolo nascosto al Parlamento, dava al Generale Dalla Chiesa "poteri speciali" per combattere il terrorismo.
ll decreto del 15/12/1979 (divenuto poi la Legge Cossiga), oltre a introdurre nel codice penale il famoso art. 270bis , autorizzò, per i reati di "cospirazione politica mediante associazione" e di "associazione per delinquere", il fermo di polizia preventivo della durata di 48 ore, più altre 48 ore a disposizione per giustificare il provvedimento. Per quattro lunghi giorni un cittadino sospettato di essere in procinto di cospirare, poteva rimanere in baostaggio della polizia senza l'obbligo di informare il suo avvocato. Durante quel periodo poteva essere interrogato e perquisito, e in molti casi si è parlato di violenze fisiche e psicologiche. Tutto questo all'art.6, una norma straordinaria della durata di un anno.
All'art.10, i termini della carcerazione preventiva per reati di terrorismo venivano estesi di un terzo per ogni grado di giudizio. In quel modo, fino alla Cassazione, si poteva arrivare a dieci anni e otto mesi di detenzione in attesa di giudizio.
All'art.11, si introduceva un grave elemento di retroattività della legge, ordinando di applicare i nuovi termini della carcerazione preventiva anche ai procedimenti già in corso.
Il fine era chiaro: impedire che decorressero i termini, e che centinaia di sepolti vivi attendessero il giudizio a piede libero.
Ora forse ci è un pochino chiaro il quadro "giuridico" di quegli anni, e mi perdonerete l'ironia.
In questo contesto, Cesare Battisti venne condannato nell'ambito dell'omicidio del gioielliere Torreggiani, pur non avendo egli MAI fatto parte della spedizione omicida, e nessuno ha mai asserito questo, anche se questo particolare viene costantemente eluso dai mass media votati alla marchetta governativa.
Piuttosto a Battisti si imputa un concorso morale di colpa (per il fatto di essere militante nella organizzazione armata che partecipo' all'azione) ed anche un'empirica responsabilita' nell'organizzazione dell'attentato, molto difficile da dimostrare nell'ambito di un'istruttoria degna di questo nome.
E' bene ricordare che Battisti è stato condannato anche come esecutore delll'omicidio della guardia carceraria Antonio Santoro, del macellaio Sabbadin e dell'agente Andrea Campagna.
I Media per sfruttare l'effetto spettacolare ed emozionale del caso Torreggiani spesso tacciono sugli altri casi, che riassumiamo brevemente: la guardia carceraria Antonio Santoro sarebbe stata uccisa da Battisti sulla base delle accuse di un pentito (Pietro Mutti) che ebbe in cambio uno sconto di pena, ma il procedimento mostrò le contraddizioni di Mutti, contraddizioni talmente palesi e prove talmente evidenti da far ammettere di essere lui stesso l'autore dell'omicidio. L'ineffabile Mutti accusò ancora Battisti di aver ucciso Lino Sabbadin, ma venne smentito da Diego Giacomin, autoaccusatosi del crimine in collaborazione con Mutti.
L'agente della Digos Campagna sarebbe stato ammazzato da Battisti nonostante anche in questa occasione ci sia un reo confesso, tal Giuseppe Memeo.
Da notare che persino questa condanna venne comminata sulla base delle dichiarazioni del pentito Mutti, e qui sarebbe opportuno aprire un ampio capitolo di discussione sul fenomeno del pentitismo, ma ci dilungheremmo troppo.
Dunque abbiamo analizzato il caso con particolare dovizia, tale da farci per lo meno venire qualche dubbio sulla legittimità delle sentenze di condanna dell'ex militante dei Pac.
E allora perchè questo accanimento?
Questa sete di "giustizia"?
Questa levata di scudi di destra e buona parte di sinistra?
Perchè si tace invece su un assassino conclamato come Delfo Zorzi e si permette ai coniugi Fioravanti di entrare nella commissione elettorale del PD del Lazio?
Il problema, come accennato prima, è chiaramente politico: Cesare Battisti paga il fatto di non essere un pentito o un dissociato in stile Faranda, che andava in tv a scherzare e giochicchiare su quegli anni con Cossiga.
Battisti rivendica il suo ruolo in quel periodo ed in quel contesto storico, ma giustamente oggi ne rilegge il significato dopo trent'anni.
Questo atteggiamento è terribilmente fastidioso per un potere vile ipocrita e ruffiano, che vuole cancellare qualsiasi foma di opposizione persino culturale, che porta avanti un revisionismo grossolano volgare e schifoso. Un potere che deve criminalizzare a prescindere qualsiasi atteggiamento, azione diretta o indiretta che abbia un richiamo in qualche modo progressista.
Qui sta il nocciolo della questione, la chiave della partita, lo snodo cruciale.
Nel momento di concludere queste due righe, leggo che Frattini (Ministro degli Affari Esteri attualmente in carica, N.d.R.) e la sua allegra brigata si stracciano le vesti come fece Caifa.....rido di gusto.
Trovo che il 2010 si stia per chiudere assai bene.

2 commenti:

Dario ha detto...

Non ho capito bene, l'ammissione di Mutti di essere l'assassino di Santoro e la confessione di Memeo per quanto riguarda Campagna, sono arrivate dopo o prima delle sentenze?
Se prima, per cosa e' stato condannato allora Battisti?
Se dopo, perche' non si e' riaperto il caso??
Delle referenze sarebbero utili.
Grazie.

UHZ ha detto...

Battisti è stato condannato per l'omicidio di santoro sulla base delle ammissioni di Mutti.il procedimento pero' porto' all'evidenziare come a sparare fu lo stesso Mutti,che ammise di aver commesso il fatto.stessa cosa per il caso Campagna:l'assassino è il reo confesso Memeo.Al termine del processo di primo grado Battisti, arrestato in origine per imputazioni minori (possesso di armi, che peraltro risultarono non avere mai sparato), si trovò condannato a dodici anni e mezzo di prigione. Le condanne all’ergastolo giunsero cinque anni dopo la sua evasione dal carcere.quando nel frattempo,Mutti era diventato "PENTITO",dopo esser stato catturato nel 1982.i magistrati hanno condannato Battisti sulle basi degli "incroci" delle dichiarazioni dei pentiti,e delle leggi specialissime antiterrorismo.
Erman.